Lui & Lei
La signora Paola ( Cap 2)
Adam82209
14.02.2026 |
2.840 |
3
"Mi sentivo stranamente bene, come non mi succedeva da molto tempo: riposato, rilassato, in pace..."
Paola si voltò e andò a sedersi sul letto, schiena contro la spalliera, gambe spalancate. Con un dito mi fece segno di avvicinarmi. Salì sul letto, mi avvicinai e, arrivatole di fronte, mi porse le mani che baciai. Mi tirò a sé e la baciai ovunque come mi aveva insegnato. Aveva un sapore sublime e un odore inebriante.Quando arrivai al suo cespuglio, si distese con la pianta dei piedi sul letto e le gambe spalancate. Infilai la testa nella sua intimità, baciandola e leccandola con una passione che non avevo mai provato. La sua mano sulla mia testa guidava i miei movimenti come un coltello da intaglio. Sentivo i suoi umori aumentare ad ogni passaggio; il suo odore mi riempì le narici e arrivò al cervello.
«Hai una lingua stupenda… bravo tesoro… mhmmm oh sì… ora poggia due dita sul perineo e risali sfiorando le grandi labbra fino al clitoride… mhmmm»
Quando ci arrivai, poggiando delicatamente i polpastrelli, ebbe un sussulto.
«Ora fai dei movimenti circolari sul clitoride e, con la punta della lingua, fai la stessa cosa che hai fatto prima.»
Poggiai la lingua sul perineo e disegnai il perimetro delle grandi labbra con la punta; arrivato al clitoride, diedi una leccata energica. Dopo averlo sfregato, lo chiusi tra le dita e iniziai a ciucciarlo. Era talmente pronunciato e succoso da sembrare un frutto maturo.
«Ora infila una falange dell’indice della mano libera, come a saggiare la consistenza del mio buco, e ruotala… sì, delicato… non serve essere irruento… oh sì, continua… continua così, amore…»
Continuai così, senza fermarmi, senza cambiare ritmo. Paola iniziò ad ansimare sempre più affannosamente, i muscoli delle sue gambe si irrigidirono e le sue cosce mi strinsero la testa. Sollevò il sedere e un urlo liberatorio uscì dalla sua bocca. La sua vagina, già bagnata all’inverosimile, diventò un lago di umori. Le sue mani accarezzarono la mia testa.
«Vieni, baciami ma non infilarmelo… fai come ti dico.»
Lo disse dolcemente, senza imposizione, e non osai contraddirla. La baciai con passione, passandole tutti i suoi umori. Dentro di me però non desideravo altro che possederla.
«Ti fidi di me?»
Annuii senza smettere di baciarla.
«Allora resisti… arriverà il momento anche per il resto… ora baciami e abbracciami… meriti di ricevere il tuo premio.»
Ero come in trance; come un serpente incantato dal suo incantatore, mi lasciai ipnotizzare da quella splendida donna. La dolcezza delle sue carezze, dei suoi baci e della sua lingua mi stava donando un orgasmo mentale. Era qualcosa che non riesco a spiegare con le parole… so solo che, a un certo punto, non ricordavo più nulla e caddi come in un sonno profondo.
Quando mi risvegliai, lei non era di fianco a me. Mi tirai a sedere e guardai intorno: la stanza era sempre semibuia, il sole era calato e fuori iniziava a fare buio. Mi sentivo stranamente bene, come non mi succedeva da molto tempo: riposato, rilassato, in pace.
Mi alzai e andai a cercare Paola. La trovai nella vasca da bagno, intenta a fare il bagno.
«Ti sei svegliato… vieni, entra pure.»
Quando fui vicino a lei, mi sorrise con dolcezza, come una madre che rivede il proprio figlio.
«Vieni ed entra dentro.»
Mi prese la mano tirandomi a sé. Entrato dentro, mi misi a sedere senza dire nulla. Lei prese una spugna e strofinò il mio corpo canticchiando sottovoce. Io mi lasciai fare, pensando che le sensazioni che mi stava facendo provare questa donna non me le aveva mai fatte provare nessuno.
«Ora sì che inizi ad essere rilassato… dal primo momento che ti ho visto mi sei apparso come un nervo unico… se vuoi godere devi saper far godere, e se vuoi far godere devi essere in pace con te stesso… mai scaricare la rabbia o la frustrazione a letto… vedrai che ti farò diventare un vero uomo.»
Mi diede un bacio sulle labbra e, alzatasi in piedi, uscì dalla vasca.
«Tu rimani qui, io vado a preparare la cena.»
Rimasi in acqua fino a quando non mi chiamò. Mi rivestii, svuotai la vasca e andai in soggiorno. Lei era girata di spalle. Poggiai le mani sui suoi fianchi e le diedi un bacio sul collo, spostandole i capelli.
«Mhmmm… vedo che ci hai preso gusto… ma prima bisognerà che tu comprenda un’altra cosa…»
Si voltò e, poggiandomi le mani sulle spalle, mi guardò dritto negli occhi.
«Sai cosa fa impazzire una donna? Sapere che il suo uomo accetti e soprattutto apprezzi tutto di lei… anche le cose più sporche…»
La guardai, aggrottando la fronte, senza capire.
«Gli uomini di oggi pretendono che la propria donna sia sempre pulita, truccata e impeccabile… ventiquattr’ore su ventiquattro. Sai, quando mi sposai ero molto giovane e inesperta… ero vergine, ma non fu quella particolarità a far impazzire mio marito la prima notte di nozze…»
Le chiesi cosa fosse stato, ma lei si limitò a sorridere: «Lo scoprirai… ora mangiamo. Tra un paio d’ore ritornerà Vale e lei non deve assolutamente sospettare di noi.»
Mangiammo come se quel pomeriggio non fosse successo nulla tra noi, e se non fosse stato per il lunghissimo e bellissimo bacio prima di andare via, avrei giurato che fosse stato tutto un sogno.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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